Arazzi Contemporanei
Giancarlo De Carlo
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La piramide rovesciata

ISBN: 9788822902399,

2018,

pp. 192,

120x182 mm,

Quodlibet

€ 16 
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La «piramide rovesciata» è la struttura che domina nell’università italiana, dove tutto si regge sulla punta sottilissima di un corpo accademico non sostenuto dalle tensioni, dai suggerimenti, dalle esigenze provenienti dal basso, bensì dal principio di autorità. Il pamphlet di De Carlo, uscito originariamente nell’aprile del 1968, è al tempo stesso una cronistoria dei fatti pregressi – le occupazioni studentesche e i primi scontri, come la battaglia di Valle Giulia, noto bersaglio del polemismo poetico di Pier Paolo Pasolini – e un tentativo teorico di interpretazione specifica della crisi universitaria, in anticipo sul maggio francese. Scrive l’autore che «l’orientamento dell’Università di massa deve essere affilato sull’esercizio continuo della critica; proprio perché è di massa, una permanente tensione contestativa deve poter bilanciare i rischi dei comportamenti agnostici che si manifestano all’interno e all’esterno della scuola. A maggior ragione deve essere sostanziato di critica l’orientamento di una Facoltà di Architettura di massa dove la rassegnazione a un destino accessorio, sovrastrutturale e decorativo, minaccia di confondere le ragioni autentiche dell’architettura, la sua stessa sostanza e il suo ruolo nella società». Si tratta dunque di un documento unico sia per la biografia intellettuale di De Carlo – che poco dopo, il 30 maggio, subirà una dura débâcle con l’occupazione e la distruzione della XIV Triennale di Milano, da lui diretta, sul tema del Grande Numero – sia per la cultura architettonica, che in quegli anni era profondamente impegnata in un ripensamento della tipologia universitaria, come dimostrano i tanti progetti di quel periodo realizzati sia in Italia sia in Europa. Il volume è completato da due saggi scritti negli anni immediatamente successivi, Perché/come costruire edifici scolastici e Il pubblico dell’architettura: entrambi traggono spunto dai fatti del ’68, collocandoli in una dimensione internazionale, ed entrambi si interrogano sulla possibile traduzione architettonica di alcune istanze sollevate dalla contestazione, segnando così il decisivo passaggio di De Carlo verso il tema dominante degli anni Settanta, vale a dire la partecipazione.
La «piramide rovesciata» è la struttura che domina nell’università italiana, dove tutto si regge sulla punta sottilissima di un corpo accademico non sostenuto dalle tensioni, dai suggerimenti, dalle esigenze provenienti dal basso, bensì dal principio di autorità. Il pamphlet di De Carlo, uscito originariamente nell’aprile del 1968, è al tempo stesso una cronistoria dei fatti pregressi – le occupazioni studentesche e i primi scontri, come la battaglia di Valle Giulia, noto bersaglio del polemismo poetico di Pier Paolo Pasolini – e un tentativo teorico di interpretazione specifica della crisi universitaria, in anticipo sul maggio francese. Scrive l’autore che «l’orientamento dell’Università di massa deve essere affilato sull’esercizio continuo della critica; proprio perché è di massa, una permanente tensione contestativa deve poter bilanciare i rischi dei comportamenti agnostici che si manifestano all’interno e all’esterno della scuola. A maggior ragione deve essere sostanziato di critica l’orientamento di una Facoltà di Architettura di massa dove la rassegnazione a un destino accessorio, sovrastrutturale e decorativo, minaccia di confondere le ragioni autentiche dell’architettura, la sua stessa sostanza e il suo ruolo nella società». Si tratta dunque di un documento unico sia per la biografia intellettuale di De Carlo – che poco dopo, il 30 maggio, subirà una dura débâcle con l’occupazione e la distruzione della XIV Triennale di Milano, da lui diretta, sul tema del Grande Numero – sia per la cultura architettonica, che in quegli anni era profondamente impegnata in un ripensamento della tipologia universitaria, come dimostrano i tanti progetti di quel periodo realizzati sia in Italia sia in Europa. Il volume è completato da due saggi scritti negli anni immediatamente successivi, Perché/come costruire edifici scolastici e Il pubblico dell’architettura: entrambi traggono spunto dai fatti del ’68, collocandoli in una dimensione internazionale, ed entrambi si interrogano sulla possibile traduzione architettonica di alcune istanze sollevate dalla contestazione, segnando così il decisivo passaggio di De Carlo verso il tema dominante degli anni Settanta, vale a dire la partecipazione.

ISBN: 9788822902399,

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About the author

Giancarlo De Carlo (1919-2005) ha un’infanzia errabonda tra Genova, Livorno, Trieste, Milano, e passa la sua giovinezza a Tunisi, prima di iscriversi alla Facoltà di Ingegneria del Politecnico di Milano. Richiamato alle armi sul fronte greco, dopo l’8 settembre del 1943 si unisce alle bande partigiane a Milano insieme con Giuseppe Pagano. Nel dopoguerra viene chiamato a insegnare presso lo Iuav di Venezia e fa parte, unico membro italiano, del Team Ten. Ha diretto una storica collana di architettura per Il Saggiatore nonché la rivista «Spazio e società». Tra le sue opere più importanti, il piano regolatore e il lavoro trentennale a Urbino (dove viene chiamato da Carlo Bo), il quartiere popolare Matteotti a Terni, gli edifici universitari a Siena, Pavia e Catania. Per Quodlibet sono usciti Viaggi in Grecia (a cura di Anna De Carlo, 2010), L’architettura della partecipazione (a cura di Sara Marini, 2015), La piramide rovesciata (a cura di Filippo De Pieri, 2018), La città e il territorio (a cura di Clelia Tuscano) e sono in preparazione i diari inediti.

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