Arazzi Contemporanei
Germano Celant
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Architettura + Design

ISBN: 9788822901408,

2018,

pp. 360,

167x240 mm,

Quodlibet

€ 28 
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«Sin dal 1965 la pratica di transitare da un territorio all’altro mi è apparsa interessante per il suo potenziale teorico, perché permetteva di lavorare su un tutto avvolgente, dove poter immettere ogni manifestazione creativa senza adottare margini esterni. Così si poteva assumere ogni entità espressiva come equivalente, senza doversi collocare negli interstizi specifici di un particolare linguaggio. Aderendo alla supremazia di un tutto dall’inesauribile forma e materia è stato facile intraprendere un viaggio globale, quello che permetteva la registrazione di tutti i possibili punti di sbarco e di attrazione, connessi alla mia esperienza in continuo divenire. Così sono entrato in una “circolazione” aperta, non localizzata, che si è concretizzata da un luogo ad altri luoghi, dall’arte alle arti». Il volume raccoglie quarantotto saggi su architettura e design, scritti da Germano Celant nell’arco di cinquant’anni. Si va dal testo su Marcello Nizzoli, fino a quelli su Frank O. Gehry e Rem Koolhaas, passando per il celebre Architettura radicale, che ha dato il nome di battesimo a un intero e composito movimento. I saggi, qui riuniti per la prima volta, offrono un prezioso spaccato globale della cultura progettuale a cavallo dei due secoli, scrutata da un punto di vista unico, quello che lo storico Filiberto Menna, a proposito del libro di Germano Celant, Precronistoria 1966-69, aveva lucidamente definito come «una marcata tendenza a una lettura per così dire raffreddata [...], una lettura che insiste in maniera particolare sui significati e tende a sottolineare, contro le facili e ricorrenti compromissioni con altre serie di fatti, l’autonomia dell’arte come un sistema linguistico che opera sul piano della specificità».
«Sin dal 1965 la pratica di transitare da un territorio all’altro mi è apparsa interessante per il suo potenziale teorico, perché permetteva di lavorare su un tutto avvolgente, dove poter immettere ogni manifestazione creativa senza adottare margini esterni. Così si poteva assumere ogni entità espressiva come equivalente, senza doversi collocare negli interstizi specifici di un particolare linguaggio. Aderendo alla supremazia di un tutto dall’inesauribile forma e materia è stato facile intraprendere un viaggio globale, quello che permetteva la registrazione di tutti i possibili punti di sbarco e di attrazione, connessi alla mia esperienza in continuo divenire. Così sono entrato in una “circolazione” aperta, non localizzata, che si è concretizzata da un luogo ad altri luoghi, dall’arte alle arti». Il volume raccoglie quarantotto saggi su architettura e design, scritti da Germano Celant nell’arco di cinquant’anni. Si va dal testo su Marcello Nizzoli, fino a quelli su Frank O. Gehry e Rem Koolhaas, passando per il celebre Architettura radicale, che ha dato il nome di battesimo a un intero e composito movimento. I saggi, qui riuniti per la prima volta, offrono un prezioso spaccato globale della cultura progettuale a cavallo dei due secoli, scrutata da un punto di vista unico, quello che lo storico Filiberto Menna, a proposito del libro di Germano Celant, Precronistoria 1966-69, aveva lucidamente definito come «una marcata tendenza a una lettura per così dire raffreddata [...], una lettura che insiste in maniera particolare sui significati e tende a sottolineare, contro le facili e ricorrenti compromissioni con altre serie di fatti, l’autonomia dell’arte come un sistema linguistico che opera sul piano della specificità».

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About the author

Germano Celant (Genova, 1940 – Milano, 29 aprile 2020) è stato storico, critico e teorico dell’arte, internazionalmente conosciuto per la sua teorizzazione dell’Arte Povera. Ha curato mostre in tutto il mondo e pubblicato oltre centinaia di libri e cataloghi. È stato contributing editor per «Artforum» e «Interview Magazine», New York, e ha scritto per le riviste italiane «L’Espresso» e «Interni». Nel 2013 ha ricevuto il The Agnes Gund Curatorial Award da parte dell’Independent Curators International, New York. È stato senior curator al Solomon R. Guggenheim Museum di New York dal 1989 al 2008, nel 1996 è stato co-direttore artistico della prima Biennale di Firenze, nel 1997 direttore della 47. Biennale di Venezia e supervisore artistico della programmazione di Genova 2004, Capitale Europea della Cultura. È stato direttore e soprintendente artistico e scientifico della Fondazione Prada, curatore della Fondazione Aldo Rossi a Milano e della Fondazione Annabianca e Emilio Vedova a Venezia. Di recente ha curato la mostra Arts & Foods. Rituali dal 1851 per il Padiglione d’Arte di Expo 2015 alla Triennale di Milano e nel 2016 è stato project director di The Floating Piers, opera di Christo e Jeanne-Claude al Lago d’Iseo.
Tra le ultime pubblicazioni dell’autore si ricordano: Arts & Foods (Electa, 2015), Gianni Piacentino (Fondazione Prada, 2015), Aldo Rossi. Opera Grafica (Silvana Editore, 2015), William N. Copley (Fondazione Prada, 2016), Christo and Jeanne-Claude. Water Projects (Silvana Editore, 2016), Virginia Dwan and Dwan Gallery (Skira, 2016), Pop Art & Warhol (Abscondita, 2016), Mimmo Rotella. Catalogo ragionato 1944-1961 (Skira, 2016). Per Quodlibet ha pubblicato Precronistoria 1966-69 (2017) e Architettura + Design (2018)

SuperDesign charts the Italian Radicals’ bold experimentation in modern design from its birth through its continued influence on design today.Radical Design was launched by art, architecture, and design students in Italy in the mid-1960s.
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